
Cosa significa il termine adattogeno?
Gli organismi viventi, che siano batteri , piante o animali, sopravvivono grazie alle loro abilità di rispondere in modo appropriato ai cambiamenti continui dell’ambiente. Molte molecole che sono di importanza vitale per le piante allo scopo di potersi adattare all’ambiente sono utili e funzionano anche negli organismi animali e dunque in quello umano.[14]
L’adattamento si può grossolanamente dividere in due categorie :
Adattamento funzionale ➡ aiuta l’organismo a sopravvivere
Adattamento riproduttivo ➡ assicura la sopravvivenza del materiale genetico
Questi adattamenti sono più facilmente osservabili negli organismi animali ma si può affermare che anche le piante si adattano e si sono adattate già dalla loro prima comparsa sul pianeta, mettendo in atto numerose strategie, come per esempio il cambiamento di colore delle foglie nelle piante decidue in autunno. La Clorofilla che è indispensabile per la fotosintesi viene meno con l’accorciarsi delle giornate e l’arrivo dei primi freddi. L’attività di biosintesi nella foglia cessa nel momento in cui inizia la degradazione della clorofilla e si fa spazio a molecole quali flavonoidi e antociani, responsabili del colore autunnale delle foglie. La pianta mette in atto queste strategie [17] non tanto per appagare l’occhio umano ma per proteggersi dall’attacco di alcuni insetti ed eventi fisici e concentrare il metabolismo nelle radici.
Le piante producono una miriade di molecole utili da un punto di vista farmacologico: nel caso specifico di quelle adattogene l’ azione si esplica principalmente contrastando i danni provocati dallo stress e quelli proveniente da insulti fisici (superlavoro, caldo estremo, freddo, malattia ecc.), aumentando la resistenza e rinforzando l’organismo, poi in base alla pianta utilizzata agiscono su degli organi o sistemi specifici.

Nel 1920 ca. il Dottor Nicholai Lazarew [3], un ricercatore russo pioniere nella ricerca della Tossicologia e Medicina preventiva, iniziò a studiare varie piante che agivano sul miglioramento della salute umana, ma la sua ricerca primaria si concentrava sulla tossicità delle sostanze emesse nell’ambiente provenienti dalla lavorazione industriale dell’epoca e come queste interagissero con la fisiologia umana . Nell’arco degli anni egli concentrò i suoi studi sulla farmacologia diventando un riferimento a livello nazionale. Con l’avvento della 2. Guerra mondiale il governo sovietico recluto’ gli scienziati , tra cui anche Lazrov , per le ricerche militari che avevano come scopo la ricerca di sostanze stimolanti per aumentare la performance dei soldati sul campo di battaglia.
La ricerca ebbe i sui frutti e i soldati venivano usati come cavie per testare molteplici sostanze stimolanti come le anfetamine, Lazrov ne riconobbe l’utilità ma evidenzio’ anche gli effetti collaterali nel medio lungo termine e la non praticità per scopi civili. Finita la guerra Lazarev si concentrò su sostanze che provenivano dalla medicina popolare russa e da quella tradizionale cinese, scoprì che molti soldati in Cina assumevano tali erbe prima della battaglia , mentre alcune piante della medicina popolare russa venivano assunte dai cacciatori Siberiani durante le battute di caccia.
Nel 1950 il dottor Israel Brekham , allievo ,collaboratore di Lazarev e ricercatore Russo ,ha proseguito e ampliato scoprendo un nuovo mondo [6] con gli studi sul Ginseng [4][5] che lo portò ad analizzare numerosi adattogeni. Nel 1940 fu accettato il concetto che esistessero piante in grado di aumentare in modo ASPECIFICO la resistenza dell’organismo. Gli scienziati dell’epoca nella ex URSS si concentravano sulle proprietà di alcune piante medicinali usate nella medicina popolare Russa (Siberia) e nella MTC (Medicina Tradizionale Cinese) , durante la 2. guerra mondiale la ricerca si concentro’ principalmente su sostanze di sintesi stimolanti. Nel 1945 manda sei dei suoi migliori studenti Laureati all’accademia Medica della Marina Militare nell’estremo est della Russia per condurre ricerche sulle piante medicinali , Uno di questi il Dr. Israel Brekham

concentrò i suoi studi sul Ginseng (Panax ginseng) , scoprendo straordinari benefici in varie condizioni e patologie. Brekham era uno sportivo e correva lunghe distanze ciò lo portò nel 1948 a studiare il Ginseng su 100 soggetti che dovevano affrontare una corsa di 3 km , a metà dei 100 partecipanti diede il Ginseng, con suo stupore i 50 del Ginseng finirono la corsa con una media di 53 secondi prima., i risultati erano lontani dalle sue più rosee aspettative. Da lì si susseguono rigorosi studi , in particolare fu messo appunto dal Dr. Brekham un test di resistenza dei topolini dove questi venivano forzati a correre o nuotare fino all’esaurimento totale, gli animali ai quali fu dato il Ginseng [22] nuotavano o correvano e sopravvivendo sempre di più rispetto a quelli che non avevano ricevuto nulla. Le sue ricerche continuavano mettendo alla prova i topi da laboratorio che faceva nuotare fino allo sfinimento sotto costante insulto stressante nei quali esperimenti osservava che i topi trattati raggiungevano risultati sempre migliori rispetto agli altri.[5][24]

Nel 1951 il comitato URSS della Farmacologia approva il Ginseng per uso umano , nel 1957 Brekham pubblicò il suo libro “Ginseng” in cui riassumeva decenni della sua ricerca , il libro venne tradotto in molte lingue.
In quegli anni era difficile trovare delle radici di Ginseng di qualità che contenessero lo spettro dei principi attivi (Ginsenosidi) completo, e quando disponibili erano molto care . Questo portò gli scienziati Russi a fare ricerche sulle piante autoctone come alternative al Ginseng, essi studiarono la Rodiola rosea, il Raponticum carthmoides, la Schisandra chinensis , l’Alaria manchurica(Aralia alata) ma in particolare si concentrarono sull’Eleuterococcus senticosus che diede dei risultati sugli studi preliminari molto promettenti in modo tale che diede vide dal 1958 al 1963 a un programma di ricerca che coinvolse centinaia di istituti di ricerca sul territorio della URSS.

Il Bǔ Qì Yào (“Erbe che tonificano il Qi”) è un formulato d’avanguardia della linea “La Fenice”, studiato per chi cerca un supporto fisiologico durante periodi di particolare impegno fisico o mentale. Non è uno stimolante, ma un modulatore che favorisce l’equilibrio dell’organismo , in particolare quando sottoposto a stress e superlavoro.
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Resilienza e Adattamento: La sinergia tra Rodiola ed Eleuterococco agisce come tonico-adattogena, utile in presenza di stanchezza fisica e mentale, favorendo il normale tono dell’umore e la resistenza mentale e il recupero fisico.
Supporto alle Difese: L’Astragalo e l’Eleuterococco coadiuvano le naturali difese dell’organismo, rendendolo più preparato a gestire le aggressioni esterne , ma favoriscono altresì una pronta ripresa in fase di convalescenza.
Lucidità e Memoria: L‘Eleuterococco , la Schisandra e la Rodiola sostengono attivamente la memoria e le funzioni cognitive, risultando alleati preziosi per lo studio e il lavoro, anche per chi fa turni.
Benessere fegato: La Schisandra svolge un’azione tonica e sostiene la fisiologica funzione epatica, completando l’azione di sostegno generale al corpo.
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I soggetti studiati sulla risposta dell’eleuterococco erano
– Atleti olimpionici che videro aumentare la resistenza, l’utilizzo dell’ossigeno e accorciare i tempi di recupero con un aumento della performance
-1000 Minatori in siberia col risultato di vedere ridotto di 2/3 l’incidenza dell’influenza
-1200 Autotrasportatori , con il beneficio della produttività aumentata e un calo dell’incidenza dell’influenza del 30%
-14000 Operai metalmeccanici , che sperimentarono una riduzione del 30% per le malattie , e una riduzione del 40% della Ipertensione e malattie cardiovascolari
-107 Pazienti sotto chemioterapia per cancro allo stomaco col risultato di avere ridotto del 50% il danno al sistema immunitario e una riduzione del 50% del dosaggio del chemioterapico.
Anche se i russi studiarano per primo il Ginseng, L’eleuterococco divenne in poco tempo il Re degli adattogeni sia per la disponibilità sul territorio , il basso costo e la rapida( il Ginseng impiega minimo 7 anni per arrivare a maturazione con la necessità di avere condizioni molto particolari) e facile crescita della pianta , oltre a non presentare alcun effetto collaterale (Dai studi emerse che il Ginseng potesse causare insonnia, agitazione, e sembrava essere più adatto all’anziano uomo che al giovane o donna ecc)
Nel 1962 viene notificato come farmaco vegetale dal ministero della salute URSS e viene incluso nella lista dei farmaci L’eleuterococco , esso viene consumato in tutto il paese a tutte le età . Il governo URSS ne supportava l’utilizzo e promuoveva la ricerca su altri adattogeni in quanto convinto che potessero dare un vantaggio alla popolazione e agli atleti URSS. Da li per tre decenni vengono pubblicati oltre 1000 studi scientifici solo sull’eleuterococco.
Definizione di un Adattogeno:
Secondo Lazarev che conio il termine , un adattogeno è una pianta ,fungo o sostanza che aumenta la resistenza dell’organismo a tutti i tipi di insulti stressori che siano fisici chimici o psicologici permettendo all’organismo di adattarsi e resistere ai cambiamenti nell’ambiente. [3][5][27] 1968 Beckham estese la definizione definendoli come ogni sostanza in grado di esplicare effetti sia in soggetti sani che malati correggendo le disfunzioni senza avere effetti collaterali. [5] Di fatto gli adattogeni hanno la capacità unica di correggere omeostasi e allostasi

Il Sistema di Risposta allo Stress
Il sistema di risposta allo stress è il meccanismo di emergenza essenziale del corpo, spesso chiamato risposta “attacco o fuga” (fight-or-flight). Il suo scopo è preparare l’organismo ad affrontare una minaccia, una sfida o un’opportunità immediata, mobilitando rapidamente energia e aumentando la concentrazione e le prestazioni.Il sistema sopra che si è evoluto per una risposta di tipo attacco o fuga (pensate a un uomo della preistoria che doveva difendsersi da un animale o scappare via da esso , doveva mobilitare per una minaccia tutte le risorse fisiche e mentali ) ,questo meccanismo è ora cronico attivato da minacce più psicologiche nella vita moderna, preoccuapzioni, lavoro, problemi di ogni tipo,quando ci si arrabbia nel traffico ecc. (come scadenze, preoccupazioni finanziarie o conflitti interpersonali) che non si risolvono con un’azione fisica e non scompaiono.
Danno Cronico: L’attivazione prolungata e costante (lo stress cronico) porta alla disregolazione del sistema, causando i noti effetti negativi sulla salute fisica e mentale (stanchezza cronica, insonnia, problemi cardiovascolari,obesità, burnout psicologico,cattiva digestione ecc.).
Nessuna Risoluzione Fisica: Non c’è un’azione fisica (corro via dal pericolo o lotto per sopravvivere ) che “bruci” gli ormoni dello stress. Il cortisolo e l’adrenalina rimangono elevati.
come intervengono gli adattogeni in questo meccanismo specifico?

Saecondo Lazarev gli adattogeni agiscono secondo i seguenti principi:
1 Attivazione dei sistemi dell’organismo
2. Protezione dal danno indotto dallo stress
3. Rigenerazione e riparazione
Normalizzano – Azione aspecifica – Non Tossici
Quando il corpo è sotto stress gli adattogeni supportono le ghiandole surrenali l ruolo più noto degli adattogeni è quello di aiutare a normalizzare la secrezione del cortisolo, l’ormone dello stress prodotto dalle ghiandole surrenali:
- Riduzione dell’Iper-Produzione: In caso di stress cronico (che porta a un costante sovraccarico e rilascio eccessivo di cortisolo), gli adattogeni intervengono per smorzare la risposta iperattiva, tramiote regolazione dell’asse HPA.l sistema HPA è una catena di comando. Gli adattogeni intervengono in diversi punti di questa catena per evitare una reazione a catena eccessiva:
- Interazione con i Recettori: Molti adattogeni contengono composti (come i ginsenosidi del Ginseng o i rosavini della Rhodiola) che possono legarsi o interagire con i recettori coinvolti nella cascata dello stress, in particolare quelli a livello dell’ipotalamo e dell’ipofisi.
- Riduzione dell’Iper-attivazione: Questa interazione aiuta a diminuire la produzione di ormoni segnale a monte, come l’Ormone di Rilascio della Corticotropina (CRH) (rilasciato dall’ipotalamo) e l’Ormone Adrenocorticotropo (ACTH) (rilasciato dall’ipofisi). Smorzando questi segnali iniziali, si riduce l’ordine finale inviato alle ghiandole surrenali per pompare cortisolo. . Questo impedisce alle surrenali di essere continuamente “attive”, riducendo il rischio di esaurimento ormonale.
- Aumento della Sensibilità: Agiscono come regolatori, aiutando i recettori del cortisolo a rispondere in modo più appropriato al segnale ormonale. In sostanza, aiutano il corpo a ottenere l’effetto desiderato con meno ormone, alleggerendo il carico sulle surrenali.

Gli adattogeni potenziano la capacità delle ghiandole surrenali di far fronte allo stress:
- Fase di Resistenza Prolungata: Essi estendono la fase di resistenza della Sindrome Generale di Adattamento. Invece di passare rapidamente dalla resistenza all’esaurimento (burnout), il corpo, grazie alle surrenali supportate, può mantenere la stabilità (allostasi) sotto stress per periodi più lunghi.
- Migliore Efficienza Energetica: Aumentano la resistenza fisica e mentale senza agire come semplici stimolanti (come la caffeina). Questo significa che l’energia è supportata internamente, piuttosto che essere forzata attraverso un’ulteriore stimolazione delle ghiandole surrenali.
3. Effetti di Protezione Cellulare
- Protezione Antiossidante: Molti adattogeni contengono potenti composti antiossidanti che aiutano a proteggere le cellule dai danni dei radicali liberi o dalle tossine e persino dai eventi di tipo fisico come radiazioni ultraviolette e ionizzanti.
Quando assumere gli adattogeni ?
Bisogna chiarire che oggi conosciamo numerosissime piante e funghi ad azione adattogena .C’è da tenere in considerazione che pur essendo delle sostanze molto sicure bisonga considerare alcune variabili , come età, malattie pregresse , farmaci assunti ecc. che rendono necessaria una valutazione. Molto spesso alcuni A. vanno di modo per qualche anno , come il caso attuale della Whithamnia somnifera (Ashwaganda) che pur avendo un alto profilo di sicurezza non è detto che si a propriemente adatta a tutti per riequilibrare l’organismo spesso per un soggetto in base alla sua esigenza , età , sesso. malattie ecc. è più indicato un adattogeno diverso con organotropismo specifico rispetto alla Whitania.
DI norma si utilizzano :
- In momenti di surmenage psico fisico,
- Ai cambi di stagione
- Per prevenire influenza o malanni stagionali , o per ridurre i tempi di guarigione se già malati
- Nella convalescenza dopo malattie infettive o dopo interventi chirurgici ( in questo caso in accordo col medico )
- In medicina oncologica integrativa (MOI) in questo caso supervisionato dal team medico oncologico
- In momenti di forte stress, prima o durante dei viaggi
- Prima durante e dopo preparazioni atletiche e gare , in linea generale gli adattogeni in libera vendita in italia , che non hanno sostanze non dichiarate nella formulazione, non sono doping !
- Qaundo si lavora sui turni dove viene richiesta concetrazione senza volere subire gli effetti collaterali della caffeina soprattutto in soggetti sensibili alla caffeina.
- Studenti
Un buon adattogeno non deve contenere caffeina (Caffeina ,Teina , Mateina, sono tutte le stesse molecole) anzi sembra che l’associazione con la caffeina dia agitazione e insonnia. Nulla contro queste piante e le loro molecole, che trovano anche il loro impiego ricreativo , farmacologico ed erboristico ma bisogna fare in questo caso una distinzione in quanto gli effeti fisiologici sono diversi anzi quasi opposti . Adattogeni di scarsa qualità contengono caffeina anche in quantità importante , il cliente poco esperto attribuisce erroneamente l’effetto “energizzante” dato dalla caffeina all’adattogeno. La caffeina agisce bloccando i recettori della adenosina nel cervello che porta a un rilascio di catecolamine che attivano l’asse HPA di cui abbiamo parlato sopra .La caffeina attiva anche il rialascio del cortisolo , remando dunque contro lazione equilibrante degli adattogeni che si manifesta proprio sull’asse HPA. Infatti alcuni adattogeni “svegliano” (effetto nootropo) il cervello senza stimolare il rilascio di catecolamine.
A.Salvati
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