INFLUENZA (Soluzione offerta dalle piante )

Sistema immunitario

Se vogliamo approfondire quali mezzi le piante ci mettono a disposione per prevenire, affrontare e supportare le infezioni stagionali allora dobbiamo toccare prima l’argomento del Sistema immunitario , come esso sia strutturato e come sia possibile aiutarlo per sostenerlo con le molecole che ci mette a disposizione la natura.[11, 12].

Immunità innata / Immunità specifica

Il sistema immunitario si divide in due categorie :

  • Sistema Immunitario innato o (Aspecifico)
  • Sistema immunitario Specifico (Adattivo)

Sistema immunitario Aspecifico

  • Pelle
  • Mucose
  • lisozima
  • sudore/sebo
  • macrofagi -neutrofili-monociti
  • cellule dendritiche
  • cellule NK
  • complemento
  • citochine interferone
Sistesistema immunitarioma

Il sistema immunitario aspecifico (o innato) è la prima linea di difesa dell’organismo contro agenti patogeni come batteri, virus, funghi e parassiti. È rapido, generico e non cambia nel tempo (cioè non “impara” dagli agenti con cui entra in contatto, a differenza del sistema specifico/adattativo).

Se un patogeno che sia un virus, batterio o fungo riesce a superare le barriere fisiche di difesa (pelle mucose) le cellule immunitarie del sistema che intervengono per prime sono i NEUTROFILI che sono i globuli bianchi più numerosi nel sangue. I patogeni vengono riconosciuti grazie a delle molecole (LPS, Peptidoglicani, Acido Lipoteicoico, RNA virale a doppio filamento, DNA batterico non metilato, Mannosio e Fucosio in configurazione diversa da quella dell’organismo) che presentano in superficie e che sono estranee all’organismo. IL sistema immunitario innato (o aspecifico) non riconosce i singoli microbi “uno per uno”, queste molecole vengono chiamate

PAMPs → Pathogen-Associated Molecular Patterns
(Modelli molecolari associati ai patogeni)

Sono strutture che non si trovano nelle cellule umane, quindi l’organismo le riconosce come “estranee”.

I Neutrofili sono come detto i globuli bianchi più numerosi nel sangue

  • Arrivano per primi sul luogo dell’infezione, nel giro di pochi minuti/ore.
  • Hanno il compito di fagocitare (cioè inghiottire e digerire) i microbi.
  • Muoiono subito dopo aver svolto il loro lavoro → formano parte del pus.

I MACROFAGI ,alcuni sono già presenti nei tessuti.

  • Hanno un’azione simile a quella dei neutrofili: fagocitano e distruggono i patogeni.
  • Inoltre, rilasciano segnali chimici (citochine) che attirano altre cellule immunitarie e causano infiammazione.
  • Possono anche “presentare” pezzi del patogeno al sistema specifico → fanno da ponte con il sistema adattativo.

Le CELLULE DENDRITICHE

  • Sono come delle “sentinelle”.
  • Raccolgono informazioni sul patogeno e poi viaggiano verso i linfonodi per attivare i linfociti del sistema specifico.
  • Anche loro fanno da ponte tra l’aspecifico e lo specifico.

Le cellule NK,

(natural killer ) entrano in azione prima ancora dei linfociti T e uccidono le cellule infette.

Conoscere a grandi linee i componenti del sistema immunitario Aspecifico è molto importante in quanto molte molecole naturali ad azione immunomodulanti agiscono proprio su dati componenti.[11].

Il sistema immunitario adattivo: componenti e attivazione

Quando un patogeno riesce a superare le difese del sistema immunitario innato e persiste nell’organismo, entra in gioco il sistema immunitario adattivo, una risposta più specifica, potente e mirata, anche se più lenta ad attivarsi (nell’arco di alcuni giorni).

Le principali componenti del sistema immunitario adattivo sono:

  1. Linfociti B
  2. Linfociti T, suddivisi in:
    • Linfociti T helper (CD4⁺)
    • Linfociti T citotossici (CD8⁺)
  3. Cellule presentanti l’antigene (APC), come le cellule dendritiche, che fanno da ponte tra risposta innata e adattiva.
sistema immunitario specifico -aspecifico

1. Attivazione del sistema adattivo

Il processo inizia quando una cellula presentante l’antigene (come una cellula dendritica) fagocita un patogeno, lo degrada e presenta frammenti (antigeni) sulla sua superficie attraverso molecole chiamate MHC (complesso maggiore di istocompatibilità).

Queste APC migrano ai linfonodi, dove incontrano i linfociti T:

  • linfociti T helper (CD4⁺) riconoscono l’antigene presentato su MHC di classe II. Una volta attivati, rilasciano citochine che stimolano e coordinano l’intera risposta immunitaria, attivando sia linfociti B che T citotossici.
  • linfociti T citotossici (CD8⁺) riconoscono cellule infette che presentano l’antigene su MHC di classe I. Una volta attivati, distruggono direttamente le cellule infette, inducendo apoptosi.

Nel frattempo, i linfociti B riconoscono l’antigene in forma libera (non processata) e, con l’aiuto delle citochine dei T helper, si attivano e si differenziano in plasmacellule, che producono anticorpi specifici contro il patogeno.

2. Risposta specifica e memoria

Una caratteristica fondamentale del sistema adattivo è la specificità: ogni linfocita è programmato per riconoscere un solo tipo di antigene. Inoltre, una volta debellata l’infezione, il sistema adattivo conserva una memoria immunologica, grazie alla formazione di cellule della memoria (sia B che T), pronte a rispondere rapidamente in caso di reinfezione dallo stesso patogeno.

Come agiscono le molecole naturali in caso di infezioni ?

Immunostimoalnti/immunomodulanti

Esistono numerose molecole di origine naturale che rientrano a fare parte delle sostanze cosiddette immunostimolanti e immunomodulanti. Per spiegarne l’azione possiamo prendere come esempio l’astragalo radice, Astragalus membranaceus Fish. : la radice di questa pianta è nota da secoli nella MTC (medicina tradizionale cinese) dove viene usata da sola oppure aggiunta alle minestre per chi è debilitato o per i bambini, ma anche all’interno di complesse formule di medicina tradizionale. L’Astragalo contiene come tutte le piante numerosissime molecole , quelle più interessanti da un punto di vista immunitario sono

  • Polisaccaridi (principali responsabili dell’azione immunostimolante)[13, 17]
  • Astragalosidi (saponine triterpeniche con attività immunomodulante)[19, 20]
  • Flavonoidi (con proprietà antinfiammatorie e antiossidanti)

Il meccanismo dell’astragalo si esplica

  • Principalmente a livello intestinale, in particolare nel GALT (Gut-Associated Lymphoid Tissue), il sistema immunitario associato alla mucosa intestinale.
  • Attraverso l’intestino, l’astragalo modula la risposta immunitaria sia localmente che a livello sistemico[12] (in tutto il corpo).
  • Può influenzare anche il microbiota intestinale, che a sua volta supporta la funzione immunitaria.

I polisaccaridi si legano a recettori specifici presenti sulle cellule immunitarie del GALT, come:

  • Recettori Toll-like (TLR4)
  • Recettori di tipo scavenger
  • Dectin-1

Questo legame attiva vie di segnalazione intracellulari come NF-κB e MAPK.

L’attivazione porta a:

  • Aumento della produzione di citochine immunostimolanti (es. IL-2, IFN-γ)[13]
  • Stimolazione della fagocitosi e produzione di molecole antimicrobiche (ossido nitrico)
  • Attivazione di macrofagi, cellule NK, linfociti T e B.[11, 21]

Ciò favorisce un equilibrio tra attivazione e controllo dell’infiammazione.

Immunostimolante: potenzia le difese immunitarie aumentando l’attività delle cellule immunitarie e la produzione di citochine.

Immunomodulante: regola la risposta immunitaria evitando eccessi infiammatori, riducendo la produzione di citochine pro-infiammatorie come TNF-α e IL-6.[12]

Cosa significa tutto ciò?

I componenti della radici di Astragalo hanno dunque la capacità di stimolare e modulare il sistema immunitario innato aumentando la capacità reattiva e  ” lavorativa ”  propria di quelle cellule di cui abbiamo parlato prima , cioè la prima linea di difesa dell’organismo, se i patogeni riescono a superare le barriere fisiche (pelle, mucose) si avrà una risposta più forte , più veloce e più risolutiva nel caso l’organismo si trovasse ad affrontare un’ infezione. Se si assumono  giuste quantità di Astragalo si osservano i seguenti cambiamenti :

  • Aumenta la fagocitosi dei macrofagi
  • Stimola in modo significativo il sistema immunitario innato
  • Migliora l’attività delle cellule NK e può aumentarne il numero delle NK [21]

Questo ha ripercussioni anche sul sistema immunitario adattivo in quanto riduce i tempi di riposta in quanto la prima risposta del sistema immunitario innato prepara la risposta di quello adattivo.. Attivazione delle cellule dendritiche

  • polisaccaridi dell’astragalo attivano anche le cellule dendritiche, che sono un  “ponte” tra innata e adattiva.
  • Le dendritiche presentano gli antigeni ai linfociti T e B → questo è il passo chiave per avviare la risposta adattiva! [11]
  • Con macrofagi e dendritiche più attive, c’è maggiore esposizione degli antigeni ai linfociti.
  • Questo porta a:
    • Migliore attivazione dei linfociti T helper (CD4+)
    • Aumento della produzione di anticorpi da parte dei linfociti B (umorale)
    • Maggiore produzione di linfociti T citotossici (CD8+) (cellulare)
  • L’astragalo stimola la produzione di citochine come:
    • IL-2: fondamentale per la proliferazione dei linfociti T
    • IFN-γ: stimola sia le cellule dell’immunità innata che quella adattiva
    • IL-4, IL-10 (modulatori dell’attività B e T) [13]
  • Queste orchestrano e rafforzano la risposta adattiva.

  • Rafforzamento della memoria immunitaria, utile contro infezioni recidivanti.
  • Aumento della proliferazione dei linfociti T e B in milza e linfonodi.
  • Maggiore produzione di anticorpi specifici (IgG, IgA) [12]

Sostanze ad azione antivirale antinfiammatoria

Oltre al meccanismo immunomodulante/immunostimolante descritto sopra esistono altre sostanze che dimostrano attività utili in caso di infezioni come per esempio la Quercetina, che possiede sia una azione antivirale sia antinfiammatoria. [7, 8] La quercetina che è la forma agliconica di glicosidi come la Rutina e la Quercetrina è presente in vari alimenti, la più alta percentuale è presente nel cappero(Capparis spinosa L.) ma anche nelle cipolle rosse ( cipolla rossa di tropea) ,mirtilli e altre piante e frutti.

quercetina
Quercetina (3,3′,4′,5,7-pentaidrossiflavone)
Di Yikrazuul – Opera propria, Pubblico dominio

Azione Antinfiammatoria della Quercetina

L’attività antinfiammatoria della quercetina si manifesta principalmente attraverso l’inibizione della produzione e del rilascio di mediatori pro-infiammatori e la modulazione delle citochine. [8]

Via Biochimica e Citochine

La quercetina agisce su diverse vie biochimiche che portano all’infiammazione:

  • Inibizione degli Enzimi Pro-infiammatori: Agisce inibendo l’attività di enzimi chiave nella cascata infiammatoria, come le Cicloossigenasi (COX) e le Lipossigenasi (LOX).[8] Questi enzimi sono responsabili della sintesi di mediatori lipidici come prostaglandine e leucotrieni, che sono potenti promotori dell’infiammazione e del dolore.
  • Modulazione delle Citochine:
    • Riduce la produzione di citochine pro-infiammatorie come il Fattore di Necrosi Tumorale-α (TNF-α), l’Interleuchina-β (IL-1β e lInterleuchina-6 (IL-6). La sovrapproduzione di queste citochine è tipica degli stati infiammatori acuti e cronici e della “tempesta citochinica” osservata in alcune infezioni virali.(COV19)
    • Aumenta la secrezione di citochine anti-infiammatorie, in particolare l’Interleuchina-10 (IL-10), che aiuta a risolvere l’infiammazione.[8]
  • Stabilizzazione dei Mastociti: Agisce stabilizzando le membrane cellulari dei mastociti, inibendone l’attivazione e, di conseguenza, il rilascio di istamina e altri mediatori allergici e infiammatori. [8]
  • Attività Antiossidante: Come flavonoide, la quercetina è un potente antiossidante che contrasta lo stress ossidativo, un fattore che amplifica la risposta infiammatoria.

Meccanismo d’Azione Antivirale della Quercetina

L’azione antivirale della quercetina è complessa e può agire in diverse fasi del ciclo di replicazione virale e dell’interazione virus-ospite. [9]

Modalità di Azione Antivirale

La quercetina mostra attività antivirale contro diversi virus (inclusi virus a RNA e DNA come l’influenza A, il Virus Respiratorio Sinciziale, Herpes Simplex Virus e SARS-CoV-2) agendo come segue:

  • Blocco dell’Ingresso Virale: La quercetina può interferire con l’adesione del virus alla cellula ospite e l’ingresso al suo interno, agendo su componenti virali o recettori cellulari. Ad esempio, è stata studiata per la sua capacità di interferire con le proteine spike del COV19.
  • Inibizione degli Enzimi Virali:[7, 9] Agisce inibendo enzimi essenziali per la replicazione virale, tra cui:
    • Proteasi virali (come le 3CLpro e PLpro in alcuni virus), impedendo la maturazione e l’assemblaggio di nuove particelle virali.
    • Polimerasi e Trascrittasi Inversa in alcuni virus, bloccando la sintesi del materiale genetico virale.
    • Neuraminidasi nel virus influenzale, inibendo la fuoriuscita delle nuove particelle virali dalla cellula ospite e la loro diffusione.
  • Interferenza con la Replicazione e l’Assemblaggio:[9] La quercetina può anche intervenire in fasi successive come la replicazione del genoma e l’assemblaggio delle nuove particelle virali all’interno della cellula.

Ma Funziona ?

È evidente che la quercetina ha una gamma molto ampia di proprietà antivirali. La quercetina mostra un’azione antivirale senza influire sulla vitalità cellulare a concentrazioni elevate e non ha effetti negativi sull’essere umano. Diverse indagini in vivo, in vitro e in Silico hanno anche confermato le efficaci proprietà antivirali della quercetina, che sono simili a quelle dei farmaci antivirali disponibili in commercio. [7, 9] Vengono studiati i vari target cellulari e i meccanismi d’azione della quercetina, rendendo questa molecola estremamente interessante come sostanza antivirale ad ampio spettro contro molteplici infezioni virali che vanno dalla influenza , all’Epatite C , al Dengue e all’Ebola. La nota interessante è che rispetto ad antivirali di sintesi la Quercetina non sembra dare grandi effetti collaterali ed è molto ben tollerata. Per approfondire i vari meccanismi d’azione Leggi qui

Considerazioni

Nonostante le enormi conoscenze attuali sulle molecole di origine naturale derivanti da piante/funghi e sulle molecole isolate e concentrate del regno vegetale che agiscono sulla modulazione / stimolazione del sistema immunitario (in particolare in caso di infezioni), i numerosi prodotti che dovrebbero adempire a tali scopi vengono ancora usati poco e male. Questo per motivi tecnici e legislativi.

Di fatto ci sono alcuni punti critici da considerare

  • La grande quantità e i molteplici prodotti presenti sul mercato con fasce di prezzo estremamente variabile non fanno che confondere il consumatore, il quale alla fine sceglie un prodotto in base alla posizione sul mercato e alla visibilità (la forza di marketing di una azienda). Purtroppo molte scelte sono dettate da tornaconti economici e non da una reale ricerca della efficacia di una pianta, il prodotto va sempre valutato nella sua composizione- forma- concentrazione- titolazione e momento di applicazione per ottenere il massimo risultato. Uno sciroppo per la tosse 100% naturale che contiene del miele ma l’estratto delle piante lo ha visto con il binocolo e dove la quantità dei principi attivi è praticamente inesistente risulta essere una presa in giro per il consumatore.
  • La concentrazione dei principi attivi. Molti prodotti in commercio contengono molecole , minerali e sostanze interessanti ma in concentrazioni minime assolutamente insufficienti per ottenere un minimo effetto fisiologico, anche l’associazione di molte sostanze messe nel prodotto in quantità minime per arrivare a una quantità complessiva discreta non rende il prodotto più funzionale, anzi spesso è una trovata pubblicitaria per fare vedere al consumatore che c’è anche l’estratto di ” tale X ” pianta dentro, della quale è risaputo l’effetto, ma in realtà di tale molecola per renderla efficace bisognerebbe assumerne X volte il quantitativo
  • La soglia di quantità massima che la legge impone ai produttori di integratori rende un prodotto anche ottimo nella composizione qualitativa ma purtroppo spesso poco adatto ad efficace prevenzione (molti prodotti sul mercato sono davvero poco più di acqua fresca) o totalmente inutile per un supporto in fase acuta. Per la eterogeneità della composizione degli integratori e la complessità si sconsiglia vivamente di aumentare il dosaggio senza parere medico o comunque professionale. Questo perchè quando si prende un quantitativo oltre la soglia raccomandata riportata sulla confezione si può rimanere in un range di sicurezza per quanto concerne una componente del prodotto mentre magari con un’altra componente si può andare incontro a tossicità acuta o cronica .
  • L’utilizzo errato e distorto che si puo’ fare della pianta se viene utilizzata in quantità ridotta o in forme diverse (moderne forme similfarmaceutiche , capsule, tinture , estratti ecc.) rispetto all’utilizzo per cui è stata conosciuta e riconosciuta come efficace.

Viene da sè che per sfruttare appieno i principi attivi vegetali questi debbano essere consigliati da persone che conoscono non solo le applicazioni moderne sotto forma di integratori ed estratti ( che non è detto vadano sempre bene ) ma anche l’utilizzo etnobotanico e tradizionale, vediamolo con ….

Un esempio :

echinacea

L’echinacea, [6] esiste una decisa differenza tra l’utilizzo originario della pianta di E. ( venica usata quasi sempre la radice) e l’utilizzo oggi. La radice veniva utilizzata dai nativi Americani in particolare i SIOUX e i DAKOTA tal quale, sempre fresca , in quantità che andava dal masticare una o più pezzi di radici in caso di mal di denti e mal di gola raffreddori morsi di serpenti a sonagli ( l’alchilamide presente nella radice fa effetto di “anestetico” locale , intorpidisce la bocca e toglie un pò il dolore)[3, 10] , alla applicazione di radici fresche pestate e messe su ferite e morsi di serpenti a sonagli o animali. I coloni e gli ECLETTICI copiarano l’uso di tale rimedio facendo conoscere la pianta in occidente. [1] Quindi pur riconoscendo oggi le proprietà leggermente immunomodulanti dei polisaccaridi e attività antibatteriche e antivirale dell’ echinacoside [4] nei prodotti “moderni”(capsule , estratti secchi titolati , tintura madre ecc) a base di echinacea , le moltissime altre molecole come alchilammide [2, 8] , acido cicorico ecc. essendo termolabili sarebbe da preferire se si vuole assumere Echinacea ,usare la tintura madre 1:2 ottenuta da pianta fresca. [5, 2]

Ipotizziamo di assumerne come riportato con dose massima giornaliera sulla maggior parte delle confezioni ,100 gocce di tintura madre che corrispondono a poco più di 1 grammo di pianta fresca per ottenere un effetto immunomodulante , antibatterico, antivirale , depurativo ecc. ci rendiamo subito conto che siamo lontani dai molti grammi 10-15 anche 20 grammi di radice , che utilizzavano gli Eclettici [1] un quantitativo che loro avevano copiato dai Nativi che la utilizzavano come abbiamo già detto , masticandola o applicandola come impacchi sulle ferite , come dose media per le varie problematiche, senza contare che loro non la utilizzavano mai per “rinforzare” il sistema immunitario o in prevenzione , come viene consigliata oggi ma sempre per la fase acuta . Ciò ci fa capire come molti studi fatti oggi siano contrastanti sulla efficacia di tale pianta.[6, 3] Quale varietà di echinacea viene utilizzata per lo studio, quali principi attivi prendiamo come caratterizzanti? Quale parte della pianta? In che Quantità? In quale forma, estratto secco , fluido, tintura madre , o la pianta tal quale come la usavano i nativi? Utilizzano pianta fresca o secca? Per quali patologie? Per quanto tempo? Diventa dunque chiaro che con tuta la buona volontà e tecnologia oggi, riusciamo a riprodurre in parte l’efficacia della pianta fresca appena raccolta nel tempo balsamico con le capsule gli estratti o 30 gocce di una tintura madre. [5]

Conclusioni

Dunque i metodi per contribuire in maniera efficace ad aiutare il nostro sistema immunitario esistono e sono accessibili a tutti. Come abbiamo visto attraverso l’analisi di molecole come l’Astragalo e la Quercetina è indiscusso che le piante e i loro estratti offrano strumenti potenti e convalidati scientificamente, efficaci sia nella fase di prevenzione sia nel supporto dei sintomi durante la fase acuta delle infezioni stagionali.

La chiave per ottenere risultati tangibili non risiede solo nell’efficacia della singola molecola, ma nel sapersi orientare nel mondo delle piante e dei prodotti da esse ottenute, in particolare nella molteplice gamma delle offerte dei prodotti . È fondamentale per il consumatore compiere scelte consapevoli: sapere scegliere prodotti di alta qualità (con l’attenzione alla concentrazione e alla forma di estrazione), senza lasciarsi abbagliare dal marketing, il consumatore deve farsi consigliare da professionisti esperti che comprendano sia l’uso etnobotanico sia i dati scientifici moderni, e prendersi il tempo necessario per districarsi nel vasto e complesso mondo delle piante e dei prodotti naturali. Un prodotto, anche se naturale, deve funzionare bene nell’ambito del suo ruolo e campo di applicazione , non in maniera approssimativa . Solo un approccio informato e mirato può garantire che il contributo della natura sia sfruttato al massimo del suo potenziale per la nostra salute.

A.Salvati

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Nessun Consulto Medico: Le indicazioni riportate sull’uso di piante, integratori o approcci naturali (incluse l’Echinacea e la Quercetina) non sono da intendersi come prescrizioni, raccomandazioni terapeutiche o consigli medici.

Trattamenti e Diagnosi: L’autore (o l’erboristeria) non fornisce diagnosi mediche né si sostituisce al medico nella prescrizione di farmaci o nel trattamento di patologie.

Interazioni e Condizioni Individuali: Prima di assumere qualsiasi integratore, rimedio erboristico o modificare la propria dieta/stile di vita, è obbligatorio consultare il proprio medico, specialmente in presenza di patologie preesistenti, in caso di gravidanza, allattamento o se si stanno assumendo farmaci (per evitare potenziali interazioni).

BIBLIOGRAFIA

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MONOGRAFIE E TESTI CONSULTATI

  • Immunologia Biologia e patologia del sistema immunitario (F.Mainiero,G.Palmieri, R.Paolino)
  • Patologia generale ed elementi di Fisiopatologia (M.Parola)
  • Microbiologia Farmaceutica (R.Carlone, N.Pompei, V- Tullio)

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