ORIGINI E SVILUPPO DELL’IRIDOLOGIA 1 DI 2

LA NASCITA DELL’IRIDOLOGIA:

Periodo antico:

Nei testi di Medicina Tradizionale Cinese. Tibetana ed Ayurvedica troviamo i primi riferimenti all’occhio e all’iride: la medicina tradizionale tibetana collegava i segni dell’iride al funzionamento del fegato e ai disturbi del sangue.

Li ritroviamo anche in molti papiri Egizi (per gli Egiziani l’occhio simboleggia l’alternanza di luce e tenebre), addirittura nella tomba di Tutankhamon sono state rivenute lastre d’argento con schemi dettagliati dell’iride.

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Rilievo dell’Occhio di Horus. Il simbolo Udjat rappresenta l’occhio risanato del Dio Falco, emblema di protezione e conoscenza. Nell’antichità, le sue parti erano usate per indicare le frazioni dell’heqat (unità di misura per cereali e farmaci).

In Mesopotamia, attorno al 1000 a.c., si hanno cenni di osservazione dell’iride a fini diagnostici, mentre riferimenti espliciti si trovano negli studi di Ippocrate, il quale sosteneva di vedere negli occhi tutto il corpo comprese le alterazioni degli umori e le malattie.

Nel 3000 a.c. i Caldei studiavano ed annotavano su lastre di pietra i cambiamenti dell’iride.

Paracelso nel XVI sec. scrive “considerate l’occhio con quale arte sia costruito e con quanta mirabile finezza il corpo abbia impresso la propria anatomia nella sua immagine”

In Oriente nel 1720 l’imperatore cinese Chen Lung divide l’iride in cerchi concentrici, una ventina di anni più avanti un altro imperatore, Yizong Zin Zian, suddivide l’iride e le rimanenti porzioni dell’occhio in otto zone corripondenti a vari organi.

Periodo moderno:

La vera e propria nascita dello studio dell’iridologia si deve all’ungherese Ignaz Von Peczely, un medico omeopata (1826-1911) che in suo trattato include una topografia iridea con la disposizione di organi ed apparati secondo l’ubicazione anatomica.

 Ignaz von Peczely
Ignaz von Peczely 

La leggenda narra che Von Peczely si appassionò all’iridologia perchè durante una passeggiata recuperò un gufo con una zampa spezzata e si rese conto che nell’occhio corrispondente al lato della zampetta era comparsa una macchia lineare di colore scuro, proprio in corrispondenza della parte inferiore del suo asse meridiano verticale. Così mise in relazione la frattura della zampa alla comparsa del segno irideo, che poi scomparve a guarigione avvenuta.

Nel 1867 si laurea in medicina all’Università di Vienna e nel 1871 divulga le sue scoperte: durante la giovinezza trascorse un periodo di prigionia durante il quale osservava gli occhi degli altri carcerati e diagnosticava malattie prima della loro insorgenza.

gufo-iridologia -occhio

La classe medica del tempo fa di tutto per ostacolarlo e l’ordine dei medici lo denuncia in quanto poco attendibile.

Finalmente nel 1885 alcuni medici tedeschi si rendono conto della straordinarietà delle scoperte di Von Peczely per fini diagnostici dando vita alla nascita dell’Iridologia tedesca.

Uno dei più celebri studiosi dell’iride è Nils Liljequist (1851-1936), un pastore svedese.

All’ età di 14 anni ricevette una vaccinazione con iodio e chinino che peggiorò significativamente il suo stato di salute e notò che successivamente anche la pigmentazione dei suoi occhi cambiò.

Una volta divenuto pastore in una comunità svedese inizia a notare che alcuni farmaci hanno un’azione tossica a livello dell’iride modificandone il colore. Ad es. il papavero, somministrato soprattutto ai bimbi per le sue proprietà calmanti ed inducenti il sonno, dopo lunghe assunzioni porta una modificazione della pigmentazione dell’iride intorno al margine pupillare. Mentre coloro che non lo hanno mai assunto non presentano alcuna modificazione.

Il contributo di Liljequist all’iridologia e alla medicina in generale è notevole perchè fu il primo a descrivere le lesioni iatrogene (da farmaci) indotte sull’iride e sull’intero organismo, in particolare si concentra sull’uso indiscriminato a fini terapeutici di arsenico, iodio, papavero…

Nel 1908 pubblica la rivista “Irido diagnosi ed elettro omeopatia”.

Grazie a questi due personaggi, che sono stati caposcuola dell’iridologia moderna, si sviluppano numerose scuole in tutto il mondo.

SCUOLA TEDESCA:

E’ indubbiamente una delle più antiche e prestigiose. Negli anni in cui Von Peczely era ridicolizzato ed emarginato dalla classe medica alcuni medici tedeschi (Schlegel, Stiegele, Zoepritz) si recaraono in Ungheria per apprendere le sue tecniche iridologiche e attribuirgli stima e supporto

La scuola iridologica tedesca nasce ufficilamente nel 1885. Ricordiamo E. Felke che poneva particolare attenzione alla connessione tra iridologia e psicosomatica ed era solito dire “l’iride detta la ricetta al medico”

Suo illustre allievo fu Josef Deck (1914-1990) che si dedicò alla ricerca clinica in ambito ospedaliero, all’epoca era uno degli iridologi più noti in Europa (si stima che in 40 anni di carriera abbia osservato oltre un milione di occhi). A lui dobbiamo il merito di aver organizzato il metodo di osservazione dell’iride su modelli costituzionali.

 Josef Deck
Josef Deck

Un capitolo importante nella storia dell’iridologia fu scritto da Rudolf Schnabel, noto per aver guarito un bimbo paralizzato grazie ad informazioni diagnostiche.Una delle sue opere più importanti è “L’occhio come uno specchio”, fu tra i primi a dedicarsi allo studio delle dinamiche pupillari.

In seguito Josef Angerer (1907-1994), che prese parte alla seconda guerra mondiale come medico, ampliò lo studio dell’iridologia facendo riferimento a materie quali la biochimica e la sclerologia, in particolare sul decorso anomalo dei vasi sclerali e conseguente significato. A Monaco ha gestito per molti anni un grande studio naturopatico.

Anton Margraf è considerato uno dei massimi studiosi d’iridologia e di fisiognomica a livello internazionale, medico ed insegnante di semeiotica fisica, ha lasciato una vasta documentazione fotografica inerente la sua attività clinica. Ha studiato i dati che l’informazione genetica fornisce a livello visivo, aggiungendo allo studio dell’iride anche lo studio di viso, orecchie, lingua, bocca, mani,unghie e piedi così da ottenere un quadro più completo ed accurato del paziente. E’ stato insignito del premio Ignaz Von Peczely nel 1989 e della medaglia intitolata a Josef Angerer nel 1988. Il lavoro di Margraf ha influenzato notevolmente la scuola italiana, è stato anche presidente dell’Assiri dal 1990 al 2001.

Willy Hauser è uno dei più importanti iridologi contemporanei, è stato studente di Josef Deck e nel 1984 ha fondato il Felke Institute.

SCUOLA FRANCESE:

Il caposcuola dell’iridologia omeopatica francese è Lèon Vannier, medico omeopata, autore di numerosi testi che mettono in relazione iridologia ed omeopatia.

Dr. Gaston Verdier, che si occupa di iridologia dal 1930, ha il merito di aver creato il Reticolo di Vega (suddivisione della zona ciliare d’entrambi le iridi in 16 settori rappresentanti gli organi). E’ stato uno dei primi ad identificare gli esiti dell’appendicectomia segnalando la comparsa di una ogiva profonda a trenta giorni dall’intervento.

Gilbert Jausas è ricordato per aver cretao una mappa iridologica diversa dalle solite, dove il corpo è rappresentato in posizione fetale.

Dr. Pierre Fragnay (1948-2014), allievo di Gaston Verdier e direttore della società francese di iridologia, nel 1978 fonda il C.R.I.D (Centre Rhodanien d’Irido-diagnostic), specializzato in agopuntura, ha condotto studi anche sulla cromoterapia.

SCUOLA AMERICANA:

Prende avvio da un iridologo austriaco trasferitosi in America, Henry Lane, che assieme al suo allievo Henry Lindhlar ha eseguito la maggior parte delle sue correlazioni chirurgiche e autoptiche con i segni di Iride presso il Kosmos Sanitarian di Evanston, Illinois.

Il dottor Lindlahr, come Nils Liljequist, ha notato i cambiamenti fisici prodotti dai farmaci, inclusi i cambiamenti di colore negli occhi, e gli piaceva raccontare quali farmaci producevano quali colori nell’Iride. Ha documentato i cambiamenti che ha visto nelle iridi di organismi intossicati da piombo, mercurio arsenico, chinino e altri farmaci usati all’epoca.

mappa iridologica
Mappa Iridologica

La storia dell’Iridologia ebbe un grande progresso in America ed a livello internazionale dal 1952 grazie al lavoro del dottor Bernard Jensen (1908-2001), studente del dottor Lindlahr.
Bernard Jensen ha iniziato come chiropratico ed è considerato il padre dell’Iridologia nordamericana, ha ideato grafici che in seguito sono diventati i più utilizzati al mondo, pubblica la sua prima cartella di Iridologia negli anni ’50. Si dedica anche ai disturbi dell’ alimentazione e agli effetti degli alimenti sulla salute dell’uomo. La sua mappa iridologica è una delle più ricche ed aggiornate in campo scientifico. Ha tenuto conferenze in tutto il mondo ed è stato invitato dal governo Cinese e da quello Tailandese a dirigere un reparto di iridologia in grandi ospedali.

Harri Wolf, direttore dell’Institute for Applied Iridology, è stato uno dei fondatori originali ed ex presidente dell’International Iridology Practitioners Association (IIPA). Nella storia dell’Iridologia è il precursore riconosciuto dell’Iridologia comportamentale e psicosomatica.

SCUOLA ITALIANA:

La scuola italiana è stata innegabilmente influenzata da quella tedesca.

E’ considerato il pioniere dell’iridologia in Italia Sigfried Rizzi (1914-1987), nato a Laces (Bz) ed allievo di Angerer. Ricordiamo le sue paroleL’Iridologia è quella scienza che studia i fenomeni nell’occhio: i colori, i disegni, le architetture, le anomalie e li mette in relazione con la salute o i disturbi che il soggetto accusa fisicamente o psichicamente”.

Rizzi ha rivoluzionato la mappa topografica dell’Iride, fino stabilire la correlazione tra diagnosi iridologica e terapia omeopatica.

Fra le scoperte di Rizzi di grande importanza è il posizionamento sulle mappe della colonna vertebrale, è stato il primo iridologo ad individuare la dinamica vertebrale sull’orlo pupillare, correggendo quanto considerato fino ad allora

Nel 1987 fonda l’Associazione Iridologica Italiana (ASSIRI) senza fini di lucro e con il preciso obiettivo di divulgare gli studi più avanzati in campo internazionale. Muore prematuramente lo stesso anno.

Dott. Padre Emilio Ratti, nasce nel 1939 in provincia di La Spezia, sacerdote francescano, si laurea prima in Scienze biologiche e poi in Medicina e chirurgia, presta opera missionaria in Africa come medico. Appassionato di iridologia ed esperto in fitoterapia e medicine naturali, segue i grandi maestri tedeschi e dopo la morte di Anton Markgraf diventa presidente dell’Assiri e partecipa a congressi nazionali ed internazionali, pubblicando diversi libri.

Dr. Flavio Torresin(1955), con l’esperienza della stretta collaborazione con Rizzi agli inizi degli anni ’90, presentò a Venezia una vasta casistica di pazienti tumorali e le relative indagini iridologiche. Attualmente il dott. Torresin dirige il Poliambulatorio Rafael – Terapie Complementari e Integrate di Padova.

Dr. Daniele Lo Rito rappresenta un’altra personalità italiana di spicco. Allievo di Rizzi, assai noto a livello internazionale, è molto prolifico nelle sue ricerche sull’Iridologia. Il Dr. Lo Rito, approfondendo il lavoro intorno all’orlo pupillare iniziato da S. Rizzi, ha messo a punto due eccezionali metodi per l’interpretazione dei segni iridologici: il Crono-rischio (secondo questa metodologia è possibile rilevare sull’Iride il tempo dei traumi subiti durante la propria vita) e lo Spazio-rischio (questa metodica fa risalire alle 26 spazialità vertebrali tutte le aree del corpo che possono contrarre uno squilibrio).

Loreto Bizzarri è il fondatore dell’Iridologia Familiare Sistemica. Secondo questa innovativa metodica, sperimentata da oltre 15 anni, sono rilevabili dall’iride le aree conflittuali presenti nell’albero familiare di 3-4 generazioni. Si tratta dei cosiddetti irretimenti” che condizionano il destino psico-fisico personale descritti da Bert Hellinger. Attraverso le informazioni ricavate da questa indagine è possibile intevenire con terapie emozionali in grado di ristabilire la salute psico.fisica.

Dott. Angelo Aurelio Santorelli, medico iridologo specializzato in Otorinolaringoiatria e Chirurgia cervico facciale, allievo di Markgraf e Padre Ratti, si occupa di ricerca con particolare riferimento alla relazione tra segni iridei e patologie neoplastiche.

  1. PARTE

S. LIUMBRUNO

Bibliografia

  1. Von Peczely, I. (1881). Entdeckungen auf dem Gebiete der Natur- und der Heilkunde: Anleitung zum Studium della Diagnose aus den Augen. Budapest.
  2. Liljequist, N. (1893). Om Ögondiagnosen. Stoccolma.
  3. Felke, E. (1921). Iridiagnose. Felke-Institut.
  4. Jensen, B. (1952). The Science and Practice of Iridology. Bernard Jensen International.
  5. Angerer, J. (1953). Handbuch der Iridodiagnostik. Lippert.
  6. Deck, J. (1965). Grundlagen der Irisdiagnostik. Lehrinstitut für Iridologie.
  7. Shimmel, H. W. (1987). Lehrbuch der Irissemiotik. Haug Verlag.
  8. Jensen, B. (1982). Iridology: Simplified Guide. Keats Publishing.
  9. Costacurta, L. (1984). L’Iridologia: Un metodo di diagnosi naturale. Edizioni di Medicina Naturale.
  10. Rizzi, S. (1995). Iridologia: Il linguaggio degli occhi. Associazione Iridologica Italiana.
  11. Rizzi, S. (1995). Semeiotica dell’Iride. L’Editrice.
  12. Santorelli, A. A. (1998). Iridologia Medica: Manuale Pratico. Nuova Ipsa Editore.
  13. Santorelli, A. A. (2004). Iridologia: L’occhio specchio della salute. Edizioni Mediterranee.
  14. Santorelli, A. A. (2010). Trattato di Iridologia Semeiotica. Nuova Ipsa Editore.
  15. Lo Rito, D. (1994). Lo Spazio dell’Uomo nell’Iride. Xenia Edizioni.
  16. Battiato, L. (2002). Trattato di Iridologia Comparata. Edizioni Nuova Ipsa.
  17. Ernst, E. (2000). Iridology: A systematic review. Archives of Ophthalmology, 118(1), 120-121.
  18. Münstedt, K., et al. (2005). Can iridology detect susceptibility to cancer?. Journal of Alternative and Complementary Medicine, 11(3), 515-519.
  19. Ebers, G. M. (1875). Papiro Ebers.
  20. Hippocrates. (Trad. 1923). Aphorisms. Loeb Classical Library.
  21. Associazione Iridologica Italiana (ASSIRI). Archivi storici e bibliografia tecnica.
  22. International Iridology Practitioners Association (IIPA). Standard storici e certificazioni.

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